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Argonauticon libri IIII

In 8° (231×152 mm.), pp. 240 + 2cc. n.n. (numerazione A-Z⁴; A-H⁴). Tagli con tracce di tarli, presenti anche su alcune carte. Manca il frontespizio. Testo in greco, brunito. Stupenda legatura napoletana (?) o spagnola (?), alle armi di don Ramiro Guzmán, della prima (?) metà del secolo XVII. Marocchino rosso su cartone, decorato in oro. Una cornice a rotella fiorita ad arabeschi delimita le armi di don Ramiro Guzmán, duca di Medina de las Torres, viceré di Napoli dal 1637 al 1644. Agli angoli un fiorone. Dorso a tre nervi rilevati.  Nel primo compartimento, in testa, la scritta VET. ORB /DESCRI./GRE., in quello successivo AUCT. Singoli fioroni nei comparti rimanenti. Capitelli gialli e verdi. Taglio concavo e dorato. Carte di guardia anteriore e posteriore bianche, dalla filigrana a forma di arco in cui compaiono tre monticelli. Un’ annotazione calligrafica sul contropiatto  anteriore, VET. ORB. /DESCRIPT. GRAECE.

Legatura eseguita per don Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina, dal 1637 al 1644 viceré di Napoli, dove sposò in seconde nozze Anna Carafa di Stigliano. Queste legature in marocchino rosso decorato sui piatti con una semplice cornice, talvolta con angolari, sono caratterizzate da grandi insegne araldiche che al piatto anteriore recano gli acronimi A.C.G.D.D.M.M.A.H.P.P.M.I.G.P.C.L. (Addidit, Comitatui, Grandatum, Ducatum, Ducatum, Marchionatum, Marchionatum, Arcis, Hispanoliensis, Perpetuam, Praefecturam, MagnamIndiarum, Guzmanorum, Primam, Chancellariatum, Lineam). Sul piatto posteriore spicca la divisa “Revoluta foecundant”.

Alcuni studiosi, come riferisce F. Malaguzzi, ipotizzano che le medine eseguite su libri stampati successivamente al 1645, anno del ritorno del Vicerè in Spagna, siano manufatti spagnoli, altri, per spiegare la grande presenza di medine a Napoli, ne ipotizzano l’esecuzione in questa città nel 1645. La Biblioteca del Duca di Medina e di Anna Carafa subì una prima divisione nel 1611, di cui una parte andò con il Duca a Madrid, l’altra rimase a Napoli con Anna Carafa che morì nello stesso anno. (MALAGUZZI 1998 A, pp. 137-143.)

Importante nota manoscritta di Matteo Egizio “doctissima scolai in scolarium non unicy autory suo  tavohei? laudi sophoclei et theori doctorissimorum grammaricorum habei schol aristophi in nubib. “ con firma.

Le Argonautiche (Τά Ἀργοναυτικά) è un poema epico in greco antico collocato in un tempo mitico anteriore alle vicende narrate da Omero: gli eroi che di essa sono protagonisti precedono di almeno una generazione quelli dei due poemi omerici. L’opera tratta del viaggio di Giasone e dei suoi compagni sulla nave Argo, la prima costruita da mani umane, fino alla Colchide, un paese barbaro sul Mar Nero in cui è custodito il Vello d’Oro, che l’eroe deve portare in Grecia. La pericolosa spedizione era stata imposta da Pelia, re di Iolco in Tessaglia, da cui l’eroe pretendeva la restituzione del trono, usurpato da Pelia a Esone, suo fratellastro e padre di Giasone. E’ suddivisa in quattro libri, per un totale di 5836 esametri.

Legato con POLEMON MARCUS ANTONIUS, Polemonis, Himerii, & aliorum quorundam declamationes, nunc primum editae

[Ginevra], excudebat Henr. Stephanus, illustris viri Huldrichi Fuggeri typographus, 1567

cc.2 n.n. + pp.91 (numerazione errata su alcune carte). Marca tip. al frontespizio, testo in greco. Margine superiore della penultima carta. Fori di tarlo.

Marco Antonio Polemone (in latino: Marcus Antonius Polemon; in greco: Μάρκος Αντώνιος Πολέμων Laodicea al Lico, 88 – Roma, 144) è stato un filosofo greco antico, sofista della cosiddetta Seconda Sofistica, della quale fecero parte Dione di Prusa, Erode Attico,Publio Elio Aristide, Luciano di Samosata e Favorino, suo grande rivale.

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Categoria: Letteratura Antica
Secolo: 1500-1599