DE ANGELI, Stefano. De infinitis spiralibus inuersis; de infinitisque hiperbolis; ac alijs geometricis.

Padua, Typis Matthaei Bolzetta de Cadorinis, 1667.

In 4to (240×165 mm), [8], 54 pp, diagrammi incisi nel testo. Legatura moderna in mezza pergamena con piatti marmorizzati, esemplare in barbe. Lieve alone di umidità al margine delle carte finali. Timbretto al frontespizio.

Stefano degli Angeli (1623-1697) è stato un matematico e filosofo italiano. Il presente lavoro deve essere inserito nel vasto progetto settecentesco che prevede l’inserimento dell’infinito in matematica.
In questo lavoro, come in tutti i suoi trattati successivi, il De Angeli trascurò la geometria analitica di Descartes e Fermat, a favore delle ricerche di Cavalieri e Torricelli. Partì dallo studio di queste ultime, per indagare le proprietà delle curve conosciute a suo tempo (parabole, iperboli, cicloidi, spryrals…) e il volume dei solidi generati dalla rotazione di queste stesse curve. La sua attenzione si concentrò in particolare sul baricentro del piano e delle figure solide.

Cfr. Julien, Vincent, Seventeenth-Century Indivisibles Revisited, Birkhäuser, 2015.

Euro 1.700

 

 

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