Francesco di Sales, Santo. I veri trattenimenti. 

Roma, Cavalli, 1652.

In 8°(mm.140×80), [24], 411, [20] pp.; ritratto del Santo inciso a piena pagina del testo fuori testo, iniziali in legno. Legatura coeva in marocchino dorato su cartoni alle armi della Duchessa Olimpia Maidalchini Pamphilj (la famosa Pipinaccia potente cognata del Papa Innocenzo X Pamphilj). La legatura che ricorda quelle à la fanfare, presenta una sottile cornice a dentini che inquadra i piatti, negli angoli grande decoro a ferri a ventaglio (è da osservare che i terminali dei ventagli inferiori sono foglie mentre quelli dei ventagli superiori sono inflorescenze schematiche), al centro lo stemma della Duchessa contornato da ferri a filigrana sormontato dalla corona ducale sorretta da tipici angeli romani. La legatura sembra a prima vista essere stata eseguita dai Fratelli Andreoli ma alcuni particolari sono diversi né si può accostare a quelle dell’Enigmatico così come le presenta il conte Guido Tolomei Vianini nel suo “Un atelier de reliure à Rome au XVII siècle: L’atelier dit “ Enigmatique” del 1992.Pertanto (secondo il parere del collezionista e studioso Carlo Beccarini) pur essendo un legatore eccezionale lo dovremmo identificare come “Terzo Maestro degli Andreoli”.

Francesco di Sales (1567 – 1622) era il figlio primogenito del signore di Boisy, nobile di antica famiglia savoiarda, e ricevette una raffinata educazione. Il padre, che voleva per lui una carriera giuridica, lo mandò all’Università di Padova, dove Francesco si laureò, ma dove decise di divenire sacerdote. Ordinato il 18 dicembre 1593, fu inviato nella regione del Chiablese, dominata dal Calvinismo, e si dedicò soprattutto alla predicazione, prediligendo il metodo del dialogo: inventò i cosiddetti «manifesti», che permettevano di raggiungere anche i fedeli più lontani.

Fu sacerdote zelante e instancabile lavoratore. Molti dei suoi insegnamenti sono infatti intrisi di misticismo e nobile elevazione spirituale. I suoi enormi sforzi e i grandi successi ottenuti in termini pastorali gli meritarono la nomina a vescovo coadiutore di Ginevra (ossia ausiliario e assistente del vescovo titolare, Claudio di Granier) già nel 1599, a trentadue anni di età e dopo soli sei anni di sacerdozio, tre anni dopo sarebbe divenuto vescovo titolare di Nicopoli e, dopo appena due mesi, vescovo effettivo di Ginevra. È stato proclamato santo nel 1665 da papa Alessandro VII ed è uno dei dottori della Chiesa.

Cfr. Conte Guido Tolomei Vianini nel suo “Un atelier de reliure à Rome au XVII siècle: L’atelier dit “Enigmatique” del 1992. Maurizio Festanti – Federico Macchi, Le antiche legature di pregio della Biblioteca Panizzi, Comune di Reggio Emilia e Biblioteca Panizzi, 2016, p. 42.

 

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