VICO, Giambattista. De rebus gestis Antonj Caraphaei Libri Quatuor Excellentissimo Domino Hadriano Caraphaeo […] inscripti.

Neapoli, Felix Musca, 1716.

4to (250×180 mm). Frontespizio stampato in rosso e nero, ritratto di Antonio Carafa e Adriano Carafa incisi a piena pagina. Sei meravigliose vignette nel testo. Iniziali e capilettera. Legatura coeva in piena pergamena, titolo e autore manoscritti al dorso. Cuffia leggermente rovinata ma ottima copia nel complesso.

Edizione originale dello straordinario esempio di storiografia settecentesca, considerato in questo campo l’opera principale di Giovan Battista Vico (Napoli, 1668-1744). Il lavoro venne commissionato a Vico da un suo allievo, Adriano Carafa, che attingendo alle carte dell’archivio di famiglia, volle ricostruire le gesta dello zio, il maresciallo Antonio Carafa (Napoli, 1646-1693), che ebbe una fortunata carriera diplomatica e militare presso la corte imperiale di Vienna. Tra il 1713 e il 1715 Vico compì accurate ricerche anche presso altre fonti, con ciò, di fatto, inaugurando quel metodo rigoroso di ricerca storiografica che lo rese celebre, canonizzato nel 1725 ne “La Scienza Nuova”. Il testo è anche una delle principali fonti per ricostruire la storia dell’Impero asburgico nella seconda metà del XVII secolo, con particolare riferimento alle guerre ottomane. Ne furono pubblicate tre ristampe nel XIX secolo. > Croce, “Bibliografia vichiana”, 77-79. Annunziata, “La Biblioteca della Fondazione Piovani: la Collectio viciana”, 58. Nicolini, “Nuovi studi a illustrazione del “De… 

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